Dal gregoriano della Messa degli Angeli al Kyrie di Fauré, fino ai ritornelli scritti per l’occasione: quattro giorni di liturgia papale hanno messo in vetrina il meglio della tradizione musicale francese, e una forma tutta da riscoprire, il canto d’assemblea in lingua francese. – Testo di Rocco Alessio Corleto.
Dal 25 al 28 settembre 2026 Papa Leone XIV ha compiuto il suo primo viaggio apostolico in Francia, toccando Parigi, Saint-Denis, Lourdes e Metz sotto il motto «Affinché il mondo abbia la vita». Era la prima visita ufficiale di un Pontefice nel Paese dai tempi di Benedetto XVI, nel 2008. Per chi si occupa di musica sacra, però, il viaggio resta memorabile anche per un altro motivo: in ogni tappa la liturgia è stata costruita con un disegno musicale preciso, che attinge di proposito al repertorio francese.
La linea l’ha dichiarata apertamente padre Guillaume Normand, vice-rettore di Notre-Dame e responsabile della liturgia pontificia di Parigi: attingere al patrimonio comune della Chiesa — gregoriano e polifonia — e ai compositori francesi dell’Ottocento, del Novecento e del nostro secolo. È la stessa traiettoria che Leone XIV aveva indicato poche settimane prima in una catechesi sulla musica liturgica, ricordando il posto singolare del canto gregoriano e dell’organo nella tradizione cattolica (Aleteia).
Notre-Dame: vespri mariani nella cattedrale rinata
Il primo atto liturgico del viaggio sono stati i vespri solenni di venerdì 25 settembre, alle 17.15, a Notre-Dame de Paris, con vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati e seminaristi di tutta la Francia. Leone XIV è stato il primo Papa a varcare la soglia della cattedrale dopo il restauro seguito all’incendio del 2019. Poiché il calendario segnava una feria del tempo ordinario, i liturgisti parigini hanno proposto a Roma vespri in onore della Vergine, patrona principale della Francia, e la proposta è stata accolta subito (Diocesi di Parigi).
I protagonisti musicali sono le forze stabili della cattedrale: la Maîtrise Notre-Dame de Paris, erede della scuola di canto che risale al XII secolo, Yves Castagnet all’organo del coro e i titolari del grande organo, tra cui Olivier Latry, Vincent Dubois e Thierry Escaich (foglietti liturgici di Notre-Dame). Il programma dettagliato dei vespri papali non risulta pubblicato. Il repertorio ordinario della Maîtrise, però, dà l’idea del linguaggio di casa: salmi e inni in francese su testi liturgici ufficiali, firmati da musicisti della cattedrale come Henri Chalet, Yves Castagnet e Jean-Charles Revert, accanto a gregoriano e polifonia antica.
Nell’omelia il Papa ha legato direttamente la musica al senso della liturgia: in una società iperconnessa e rumorosa, ha detto, la nobile semplicità del canto, della parola e del gesto può diventare per molti un segno di speranza (testo dell’omelia).
Stade de France: la veglia dei giovani
La sera stessa, a Saint-Denis, circa 80.000 giovani tra i 17 e i 35 anni hanno partecipato alla veglia di preghiera con il Papa. Il registro musicale era volutamente diverso: una programmazione che alternava pagine sacre classiche e brani inediti, con il duo Natasha St-Pier e Grégory Turpin tra i protagonisti (France Télévisions).
Il momento più interessante per un lettore di musica sacra è stata la presenza dei 40 coristi della Maîtrise della cattedrale di Reims, accanto alla cantante Monroe, rappresentante francese all’Eurovision 2026, nell’Ave Maria attribuita a Giulio Caccini. Va ricordato che quella celebre pagina è in realtà un falso novecentesco, composto dal liutista sovietico Vladimir Vavilov intorno al 1970: un piccolo caso di come il repertorio «devozionale» viva spesso di attribuzioni romantiche. L’incontro tra una maîtrise cattedrale e la musica popolare è comunque la fotografia di una pastorale che cerca i giovani sul loro terreno.
Concorde: 1.300 voci per la Messa «Fons Salutis»
Sabato 26 settembre la messa in Place de la Concorde e sugli Champs-Élysées ha radunato circa 800.000 persone secondo il Vaticano (La Gazette France). Si è celebrato il formulario mariano «Fons Salutis», scelto perché le sue orazioni sull’acqua viva richiamavano il tema del viaggio. Il dispositivo musicale è il più ambizioso del viaggio ed è stato raccontato nel dettaglio da padre Normand (Diocesi di Parigi).
Tre livelli di coro
Per far cantare mezzo milione di persone con sole due prove generali, l’équipe ha costruito tre cori sovrapposti:
- Coro pilota: la Maîtrise di Sainte-Anne-d’Auray, circa cento giovani cantori bretoni, abituati al grande Pardon all’aperto.
- Coro polifonico: circa 150 cantori dell’Île-de-France.
- Coro all’unisono: oltre mille coristi di 34 cori diocesani di tutta la Francia, cinghia di trasmissione verso l’assemblea.
Con loro l’Ensemble vocal de Sainte-Anne-d’Auray, la Psallette de Malestroit e il Coro diocesano di Parigi diretto da Frédéric François-Endelmont. La direzione musicale era di Laëtitia Trouvé, all’organo Karol Mossakowski, titolare di Saint-Sulpice, con un ottetto di ottoni; Bruno Belliot, direttore dell’Accademia di musica e arti sacre di Sainte-Anne-d’Auray, faceva parte dell’équipe (Unidivers). L’alternanza tra tutti, polifonia, unisono, voce sola e sole voci bianche ha permesso di modulare intensità e raccoglimento lungo la celebrazione.
Il repertorio
| Momento | Brano | Repertorio |
| Canto d’ingresso | Aujourd’hui est jour de fête | canto d’assemblea in francese |
| Kyrie | Gabriel Fauré | classico francese |
| Gloria | Messa degli Angeli (Missa VIII) | gregoriano |
| Salmo responsoriale | ritornello di Karol Mossakowski, composto per l’occasione | contemporaneo |
| Alleluia | Heinrich Schütz | barocco tedesco |
| Offertorio | Salmo 115, composizione recente | contemporaneo francese |
| Sanctus | Sanctus de Saint-Séverin | classico del canto d’assemblea |
| Pater noster | tono gregoriano | gregoriano |
| Comunione | Salmo 41 e C’est toi, Seigneur, le pain rompu | contemporaneo e canto d’assemblea |
| Antifona mariana | Salve Regina | gregoriano |
Il criterio dichiarato era doppio: melodie e ritmi che funzionino per un’assemblea immensa, alternate a pagine di repertorio affidate ai cori per condurre i fedeli alla meditazione. Normand ha citato esplicitamente le indicazioni dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie: un posto adeguato al gregoriano e alla polifonia, in equilibrio con le altre forme, compresa la musica popolare.
Zoom: il corale francese come forma musicale
Quando 800.000 persone hanno intonato insieme C’est toi, Seigneur, le pain rompu, la Concorde ha mostrato la forza di una forma spesso trascurata dai manuali: il corale francese, ovvero il canto strofico per l’assemblea in lingua francese, che i francesi chiamano cantique o chant d’assemblée. Non è un genere minore. È il punto in cui la teologia della partecipazione attiva diventa scrittura musicale.
Tre radici
- Il salterio ginevrino. Il primo «corale francese» in senso stretto nasce in ambito riformato: il Salterio di Ginevra (completato nel 1562), con le parafrasi di Clément Marot e Théodore de Bèze e le melodie attribuite a Louis Bourgeois. È il fratello francese del corale luterano: strofico, sillabico, pensato per un popolo che canta all’unisono. Melodie come Rendez à Dieu circolano ancora negli innari di tutto il mondo.
- Il cantique cattolico. Dal Seicento all’Ottocento il mondo cattolico sviluppa il cantico spirituale in volgare, usato nelle missioni popolari, nei pellegrinaggi e nella catechesi, mentre la liturgia resta in latino. L’Ave Maria de Lourdes, con il suo ritornello su melodia popolare, cantato anche durante la fiaccolata con il Papa (Euronews), è l’esempio più noto di questa tradizione.
- La riforma liturgica. Con il Vaticano II il canto in francese entra nella messa. Una generazione di gesuiti, spiritani, poeti e musicisti — Joseph Gelineau, Lucien Deiss, Didier Rimaud, Patrice de La Tour du Pin, Jacques Berthier, Claude Rozier — crea in pochi decenni un repertorio enorme, catalogato ancora oggi con le sigle del sistema SECLI.
Come è fatto
La forma tipica è ritornello e strofe: il ritornello, breve e memorizzabile, appartiene a tutti; le strofe sono affidate al coro o a un cantore. È qui la differenza principale rispetto al corale luterano classico, che è strofico senza ritornello. La melodia resta dentro un ambito vocale contenuto, procede per gradi congiunti e con ritmo sillabico. La prosodia francese, che accentua la fine del gruppo di parole più che la singola sillaba tonica, porta a frasi ampie con l’appoggio ritmico sulle cadenze.
Il rapporto con la Germania non è mai stato interrotto. I libri di canto francesi usano spesso melodie corali luterane con testi nuovi: l’inno d’Avvento Toi qui viens pour tout sauver, testo di Claude Rozier, è cantato su una melodia dell’Enchiridion di Erfurt (Diocesi di Parigi). In questa luce l’Alleluia di Schütz alla Concorde non è un corpo estraneo, ma un ponte tra le due tradizioni.
Il «choral» all’organo
C’è infine un secondo significato, tutto organistico. I Trois Chorals di César Franck (1890) trasformano il corale in una grande forma sinfonica: un tema innodico originale, esposto e poi trasfigurato attraverso variazioni e sviluppi. Da qui discende una linea che passa per Charles Tournemire, Maurice Duruflé (il Choral varié sur le thème du Veni Creator) e Jean Langlais, fino all’improvvisazione su tema liturgico che gli organisti di Notre-Dame e di Saint-Sulpice praticano ogni domenica. Per un coro parrocchiale, la lezione è semplice: il corale francese nasce per essere cantato da tutti, ma ha anche una vita colta che merita di essere conosciuta.
Lourdes e Metz: gregoriano, ottoni e una cattedrale di luce
Domenica 27 settembre, sulla Prairie del santuario di Lourdes, il Papa ha celebrato davanti a circa 150.000 fedeli. Qui la liturgia ha dato un posto d’onore al gregoriano. La direzione era di Isaia Ravelli, organista titolare e maestro di cappella del santuario, con il Coro nazionale dei Pueri Cantores, il Quartetto Girard e l’ensemble di ottoni del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma (France Télévisions). La presenza dei Pueri Cantores, il movimento internazionale dei cori di voci bianche nato proprio in Francia, ha un significato particolare: è la scuola corale di base di molte parrocchie francesi. In serata, durante il rosario e la processione aux flambeaux, le decine sono state intercalate dall’Ave Maria de Lourdes in più lingue.
Lunedì 28 settembre il viaggio si è concluso con la messa nella cattedrale di Saint-Étienne a Metz, l’unica cattedrale in cui il Papa ha celebrato l’Eucaristia durante il viaggio. Alla vigilia il clero locale aveva annunciato il coinvolgimento della maîtrise della cattedrale e dei canonici per una celebrazione molto solenne (RCF). Il programma musicale dettagliato di Metz non risulta pubblicato al momento della stesura di questo articolo.
Guida ai compositori: classici e moderni
Per i direttori di coro che vogliono portare in parrocchia qualcosa del viaggio, ecco una mappa dei nomi emersi nelle celebrazioni e nel repertorio delle istituzioni coinvolte, con un’opera da cui partire.
I classici
| Compositore | Perché conta | Da cui partire |
| Canto gregoriano | Fondamento di tutte le celebrazioni del viaggio | Gloria della Missa de Angelis, Salve Regina |
| Heinrich Schütz (1585-1672) | Il ponte con il corale tedesco, cantato alla Concorde | Alleluia; i Psalmen Davids |
| André Campra (1660-1744) | Il barocco francese nella liturgia di Notre-Dame | Messa Ad majorem Dei gloriam |
| César Franck (1822-1890) | Padre del «choral» organistico | Trois Chorals; Panis angelicus |
| Gabriel Fauré (1845-1924) | Il suo Kyrie ha aperto la messa della Concorde | Messe basse; Cantique de Jean Racine |
| Guy Ropartz (1864-1955) | La scuola bretone, in repertorio a Notre-Dame | Messe brève en l’honneur de sainte Anne |
| Maurice Duruflé (1902-1986) | Sintesi perfetta tra gregoriano e armonia moderna | Quatre motets sur des thèmes grégoriens |
| Jean Langlais (1907-1991) | Organista di Sainte-Clotilde, liturgia solenne per coro e organo | Messe solennelle |
I moderni e i contemporanei
| Compositore | Perché conta | Da cui partire |
| Joseph Gelineau (1920-2008) | Inventore della salmodia francese post-conciliare | I salmi «Gelineau» |
| Lucien Deiss (1921-2007) | Tra i fondatori del canto d’assemblea in francese | Canti biblici per la messa |
| Jacques Berthier (1923-1994) | I canti di Taizé, oggi patrimonio universale | Laudate Dominum |
| Philippe Hersant (1948) | Ha scritto per Notre-Dame un grande ciclo mariano | Vêpres de la Vierge Marie (2013) |
| Yves Castagnet | Organista del coro di Notre-Dame dal 1988 | Magnificat; Messa Salve Regina |
| Thierry Escaich (1965) | Titolare del grande organo, compositore e improvvisatore | Musica per organo e coro |
| Henri Chalet | Direttore della Maîtrise, autore di salmi in francese | Salmi responsoriali su testi AELF |
| Karol Mossakowski | Titolare di Saint-Sulpice, ha composto il ritornello del salmo per la Concorde | Il salmo della messa papale |
Un consiglio pratico: la lezione della Concorde è l’alternanza. Un ritornello semplice per l’assemblea, strofe affidate al coro, un mottetto polifonico all’offertorio e il gregoriano negli ordinari sono una formula replicabile anche con pochi cantori.
Una lezione per le nostre comunità
Il viaggio di Leone XIV in Francia ha mostrato che una liturgia per centinaia di migliaia di persone non deve scegliere tra qualità e partecipazione. Gregoriano, polifonia, grande organo e corale in lingua viva hanno convissuto in un progetto coerente, preparato in pochi mesi e con pochissime prove d’insieme. Per i cori italiani, la sfida è la stessa: custodire il patrimonio e insieme farlo cantare al popolo.
Fonti
- Visite du Pape à Paris: la messe solennelle en pleine préparation — Diocesi di Parigi
- Prière des vêpres à Notre-Dame de Paris avec le pape Léon XIV — Diocesi di Parigi
- La Maîtrise de Sainte-Anne-d’Auray chantera pour le pape — Unidivers
- Le pape Léon XIV en France, trois temps forts — France Télévisions
- «Jour de fête» à Paris pour la messe du pape — La Gazette France / AFP
- Léon XIV en pèlerin à Lourdes — Euronews
- Léon XIV à Metz: la cathédrale se prépare — RCF
- Les trois critères de Léon XIV pour bien chanter à la messe — Aleteia
- Programma del viaggio — Sala Stampa della Santa Sede


